Classe ‘97, è un giovane artista emergente, novizio della scena musicale torinese, tra cantautorato, elettronica, lo-fi e arti visive.

Dopo aver frequentato il Liceo artistico Pinturicchio nella capitale, si trasferisce a Firenze dove consegue la laurea triennale in pittura e successivamente termina i suoi studi presso l’Accademia Albertina di Torino. Qui fonda insieme ad un gruppo di giovani artisti Spazio BUHO che fin da subito diventa luogo di ricerca artistica e spazio espositivo.

La ricerca artistica di Marco non si esaurisce nella pittura, ma si avvicina al mondo dell’installazione multimediale e del sound design, con l’obiettivo di restituire un suono all’immagine.

Dal 2021 comincia a lavorare con diversi artisti per la creazione di contenuti audiovisivi e in questo ambito spicca la collaborazione con Zita Alberti per progetti di The North Face e Lessico Familiare.

La città di Torino e le persone che incontra lungo la sua strada riaccendono in lui un’antica fiamma che in realtà non si era mai spenta. In particolare l’incontro e la collaborazione con Merli Armisa (aka Michele Boscacci) lo riporta indietro agli anni dell’adolescenza, dei cuori spezzati e delle canzoni scritte per raccoglierne i pezzi.

La scintilla della musica ritorna fuoco grande e questa fiamma divampa nel nuovo progetto da solista dal nome _MARCOBELLO. Il suo primo album comincia pian piano a prendere forma tra le quattro mura della cameretta di via Accademia Albertina, spazio di vita quotidiano e, all’occasione, piccolo studio di registrazione.

Dopo un anno intero, nell’ottobre 2023 esce finalmente “profumo di gente che scappa da me”, una raccolta di otto brani dalle sonorità lo-fi che si muovono tra l’indie pop e il noise, con un pizzico di elettronica che non guasta mai.

Definito da Rockit come un cantautorato spezzato che assorbe lo smog della città e lo risputa fuori, l’album di _MARCOBELLO è una ventata d’aria fresca nel panorama musicale. Le melodie rimangono attaccate addosso, tengono alta l’attenzione e viaggiano in cerca di una terra silenziosa dove poter risuonare senza sosta.

Prodotto e registrato in cameretta, offre uno scorcio di intimità, gira su se stesso, rimbalza tra le pareti della stanza, intesa come rifugio e limite di un confine con la realtà.

Le parole diventano il rumore di sottofondo del caos e il caos rimane l’unica cosa necessaria per reagire.

Marco Bello