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Monomono è l’ago nel pagliaio della movida di Borgo Rossini. Capace di distinguersi per stile e qualità, lo si trova incastrato nel bel mezzo del delirio di locali che da una decina d’anni a questa parte regalano vitalità ed energia al quartiere che prima della costruzione del Campus Einaudi era noto per essere un tranquillo borgo residenziale.
Gli interni sono curati a regola d’arte, il mobilio è completamente vintage e di modernariato con visibili riferimenti alla cultura pop.
Colori vivaci e jukebox creano l’atmosfera perfetta per viaggiare nel tempo, il tutto in un contesto super equilibrato, senza fronzoli e forzature.
È incredibile l’attenzione e la cura del dettaglio, le grafiche del menù infatti sono state realizzate da Marta Giunipero (trovate l’articolo su di lei in Fanzinne N.1). Non solo drink, ma anche caffetteria, una discreta selezione di vini provenienti da cantine piemontesi e la cucina per la preparazione di tapas servite durante l’aperitivo. Per quanto riguarda quest’ultima, apro una piccola parentesi in merito al pollo fritto, uno dei più buoni mai mangiati.
Spesso alveolo di eventi culturali, Monomono è molto più di un semplice cocktail bar, è il luogo perfetto dove scambiare due chiacchiere in tranquillità ma allo stesso tempo in un’animata scena notturna, a due passi dal centro e dalla Dora.