Torino beve bene, è inutile nasconderlo


Il vino è per i piemontesi una risorsa fondamentale da secoli, nonostante l’esportazione nel resto d’Italia e all’estero sia una questione recente.

I Savoia quello buono se lo tenevano caro e fino a qualche decina di anni fa di Barolo e Barbaresco non se ne parlava così tanto in giro. Torino è per natura anche una città di sperimentazione, sempre in movimento e piuttosto al passo con i tempi, anche in ambito vinaio, infatti oltre a decine di posti in cui bere il meglio della produzione “tradizionale” piemontese (e non) sono tantissimi i locali che si sono lanciati nella promozione del vino naturale come prodotto principale della loro proposta.

Urge pippone esplicativo. Innanzitutto bisogna capire cosa si intende per vino naturale.

Vino naturale” è un grande insieme che comprende tutte quelle produzioni che si discostano dalle manipolazioni artificiali, quindi senza l’aiuto di agenti chimici e principalmente tramite fermentazioni spontanee in modo da conferire la naturale espressione del frutto e del terroir.

A differenza dei vini biologici, definiti e certificati da leggi a livello europeo, per i vini naturali non esiste un disciplinare.

In generale possiamo possiamo notare come si eviti l’utilizzo di pesticidi, fertilizzanti, ormoni o lieviti chimici, prediligendo la vendemmia manuale, la fermentazione con lieviti indigeni, l’utilizzo di botti in legno senza aromatizzazioni o i vasi vinari in acciaio, e la ricerca di vitigni storici tradizionali che effettivamente negli ultimi decenni sono stati riscoperti e riportati in auge, vedi il Timorasso.

Queste pratiche fanno sì che il prodotto finale acquisisca alcune caratteristiche che fanno storcere il naso ai puristi e ai detrattori, in particolare odori particolari o “puzze” che sarebbero giustificate dai produttori nascondendosi dietro ai procedimenti sopra elencati, ma non è così, almeno non sempre.

Bene, dopo la teoria bisogna però necessariamente passare alla pratica quindi ecco alcuni posti secondo noi fighissimi dove bere bene e forte accompagnando il tutto anche con altre cosette interessanti :)


sorso

Lontano dai giri più caotici della movida, Sorso è un angolo di pace nei pressi di Corso Vittorio, in Via San Massimo, dove possiamo trovare più avanti anche Mou e la mescita di Luogo Divino, quindi il bere da queste parti sicuramente non manca. Stile industrial minimale ma caloroso, uno scaffale intero di bottiglie e una mescita super interessante di vini e anche di birre artigianali sono i punti di forza di questo posto, e i ragazzi che lo gestiscono sono carinissimi, cosa che non guasta mai.




enoteca botz

Botz è un’enoteca più caciarona, ha voglia di ballare e fare festa come testimoniano le tante serate che organizzano, da quella a tema cumbia alla Chartreuse Night. La scelta di bottiglie, da alcune più conosciute ad altre estremamente di nicchia, come la mescita, è infinita ed è quasi necessario chiedere consiglio ai ragazzi che ci lavorano, ma anche questo è il bello di questi posti perché il vino è soprattutto socialità, in particolare in un contesto del genere. Consigliati qui anche i drink e le piccole proposte di cibo.

banco vini

Banco è un’altra istituzione per il vino naturale. Nato come costola di Ristorante Consorzio, altro posto dove si mangia e si beve fortissimo, è un locale che ricorda quasi uno speak easy perché dall’esterno non ti accorgeresti mai del delirio che c’è dentro. Colori pop, musica alta e un’atmosfera di divertimento e irriverenza caratterizzano questo posto la cui proposta di vini è pressoché sconfinata, accompagnata anche da stuzzichini e piccole proposte di cibo molto interessanti e di qualità. Le grafiche di Gianluca Cannizzo, in arte Mypostersucks, sono la ciliegina sulla torta di questo locale, in particolare i poster che recitano il Padre Nostro sostituendo il vino al pane.

Devono essere quantomeno nominati alcuni altri posti come Orma Vini in Vanchiglia, Isola in San Salvario e Piattini Caffe e Vini in Quadrilatero perché meritano sicuramente una tappa per la qualità della proposta unita a un’accoglienza e a location veramente fighi.


Bonus: vinarium

La zona di San Salvario nei pressi della fermata della metro Nizza, lontana dalla movida becera di via Baretti, nasconde alcune chicche super interessanti tutte a brevissima distanza fra di loro.

Una di queste è sicuramente Vinarium, un tempio del buon vino, la migliore enoteca della zona e probabilmente una di quelle con il miglior rapporto tra quantità delle proposte e qualità, basta entrare per venire sommersi dalle centinaia di bottiglie che occupano le pareti dal soffitto al pavimento.

Il locale sembra piccolo, dalla strada si vede la stanza principale con due social table e il bancone, ma è sul retro che si nasconde uno dei punti di forza di Vinarium. Oltre a una saletta che ricorda un po’ l’interno di una baita, è uscendo nel cortile interno del palazzo che si trovano le chicche, ovvero il pergolato sotto cui è possibile bersi un calice nel chilling sotto le viti, e uno spazio ricavato nell’androne con un mood un po’ industriale.

Da Vinarium si possono trovare praticamente tutti i migliori produttori piemontesi come Brezza, Massolino e Boveri, ma anche proposte straniere e di altre regioni come i vini siciliani di Giovanni Rosso, solo per dirne alcuni perchè sarebbe veramente impossibile elencarli tutti.