Vittoria Mazzonis è una giovane artista torinese, tornata in città dopo diversi anni passati tra Milano e Venezia per motivi di studio e lavoro. L’intera ricerca artistica si basa sulla raccolta di elementi, talvolta artificiali abbandonati dall’uomo, talvolta invece naturali, e il bisogno di trovare un equilibrio fra questi.

La radice, ovvero l’elemento botanico, gioca un ruolo fondamentale in tutti i suoi lavori e l’accompagnerà per gran parte della sua formazione artistica. Infatti, Vittoria ha sempre sentito la necessità di ricostruire un pezzo della sua storia personale, di scoprire parte della famiglia paterna che non ha mai conosciuto. Pertanto, la ricerca nasce dalla necessità di colmare un vuoto esistenziale, dato dalla non conoscenza delle sue origini.

L’attaccamento ai luoghi in cui ha vissuto, la raccolta di piccoli pezzi, l’empatia col mondo naturale e l’approfondimento dal micro al macro, sono tutti aspetti che non vivono in isolamento ma si intersecano e completano. La fotografia digitale e il libro d’artista sono gli strumenti tramite cui riesce ad arrivare al suo pubblico permettendole in tal modo di fruire del proprio lavoro, ma nel tempo si è servita di media differenti, come l’installazione, la performance e la video-arte. Per tracciare una linea di congiunzione tra i vari lavori, ne prenderemo in esame tre in particolare.

Vittoria Mazzonis

In GENEALOGIA (2019) riproduce la corteccia di tre alberi – carrubo, quercia e pitosforo – in calchi realizzati con argilla rossa e gesso. Questi rappresentano tre diverse persone e tre diversi luoghi ai quali la stessa Vittoria è legata, pertanto il calco assume la forma di un’impronta digitale e di un rilievo territoriale, una forma traslata di ritratto e quindi un diverso concetto di identità.

 

Nel 2021 pubblica PERDERSI, due libri d’artista all’interno dei quali si trova una raccolta di 70 testimonianze, tra cui la sua, in cui a ciascuno è stato chiesto di esprimere un pensiero in merito al concetto di perdersi. Pratica fondamentale per la stessa artista che come forma di ricerca e conoscenza vaga smarrendosi nei vari luoghi in cui si trova.

Ma uno dei lavori più impegnativi e laboriosi è FUTURO STORICO, una ricerca che ha preso avvio nel 2017 e si è conclusa nel 2022 pubblicata dall’editore SelfSelf come libro d’artista. Vittoria Mazzonis va alla ricerca delle sue origini, scavando fra documenti, alcuni di questi oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Torino, in merito all’azienda tessile appartenuta alla sua famiglia per circa un secolo a cavallo tra ‘800 e ‘900. Una ricerca storica e fotografica che conta più di mille immagini scattate fra i diversi luoghi abbandonati un tempo legati al mondo della manifattura tessile. L’intera indagine nasce inizialmente come riflessione, fotografica e scritta, sul ruolo che hanno oggi i luoghi abbandonati, successivamente ampliata e focalizzata sulla manifattura tessile piemontese e più in particolare su quella familiare.

Tutti e tre questi lavori, realizzati in un arco temporale che va dal 2017 al 2021, hanno un elemento in comune, ossia la necessità di trovare un qualcosa perso da tempo, una ricerca viscerale delle origini e del concetto di identità.